Quali sono le alternative «sostenibili» al film estensibile tradizionale?

Il film estensibile è LLDPE: un film plastico prodotto da materie prime fossili (petrolio e gas).

Per ridurne l’impatto ambientale, un buon metodo può essere rappresentato dalla sostituzione, in fase produttiva, di una quota di materie prime fossili con materie prime di origine vegetale.

Il film estensibile Triogreen™ è prodotto con una componente di materia prima di origine vegetale: la canna da zucchero , vegetale a crescita rapida.

La quota di materia prima «verde» riduce le emissioni sia per il minor impiego di materie fossili, sia per la CO2 assorbita durante il ciclo vitale dei vegetali.

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Triogreen™ ha le medesime proprietà del polietilene di derivazione fossile, le stesse prestazioni e lo stesso impiego.

Il prodotto  è  LLDPE (anche se BIO BASED):  risulta  quindi 100% riciclabile,  assimilandolo alle plastiche convenzionali (non è BIO PLASTICA COMPOSTABILE, per la quale non è possibile il riciclo)

I prodotti di questa gamma sono dedicati sia all’impiego manuale, sia all’applicazione con macchine semi-automatiche e automatiche (prestiro fino al 250%).

Un altro metodo per ridurre l’impatto ambientale del film estensibile si basa sul concetto di ECONOMIA CIRCOLARE.

In fase produttiva, una quota di materia prima vergine può essere sostituita con materie prime derivate dal circuito del riciclo (Post Consumo e Post Industriale). Scarti e rifiuti si trasformano quindi in risorse , consentendo di limitare l’ estrazione e l’ impiego di materie prime fossili.

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Trioloop™ è film estensibile prodotto con una elevata quota di materie prime da riciclo:  recuperate dal rifiuto plastico, consentono di chiudere il «loop» dell’economia circolare.

Il prodotto è LLDPE DA RICICLO  e in fase post consumo è ancora 100% riciclabile: la plastica è risorsa infinita.

I prodotti di questa gamma sono dedicati sia all’impiego manuale, sia all’applicazione con macchine semi-automatiche e automatiche (prestiro fino al 200%).

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Utilizzare un film plastico prodotto da fonti più sostenibili (vegetali o plastiche riciclate) è una scelta oggi possibile.

Coniugandola ad un’attenta ottimizzazione del packaging si otterranno risultati significativi in termini di “sostenibilità dell’imballo”.

Ottimizzare il packaging  significa rimuovere tutta la plastica non necessaria e ridurre peso e volume dell’imballaggio, quindi attuare la cosiddetta “prevenzione alla fonte”.

MENO PLASTICA impiegata, a parità di imballi realizzati , corrisponde ad un risparmio di :

  • materie prime, acqua, energia, emissioni (in fase produttiva)
  • trasporti, spazi di stoccaggio (in fase di utilizzo)
  • residui di imballaggio da smaltire/avviare a riciclo (in fase post consumo)

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